La  struttura  ospita  una  sala  convegni  completamente attrezzata, una  Sala per le  Esposizioni Temporanee  e  le    Sale    per    le  Esposizioni Permanenti. In queste ultime sono state allestite due sezioni, una naturalistica, legata essenzialmente al fiume Tevere e alla Riserva Naturale, che si incentra su geologia, flora e fauna, e una archeologica con richiami particolari all’area del Lucus Feroniae. 
Il museo è stato concepito, grazie alla collaborazione di un Comitato Tecnico Scientifico, per coinvolgere attivamente il pubblico durante la visita per mezzo di strumenti multimediali e materiali poco usati fino ad oggi negli allestimenti museali.


con Vergine ed il Bambino è attribuibile alla gruppo di Antoniazzo Romano. Nella chiesa sono inoltre conservati dipinti ed arazzi di varie epoche e lo stendardo di Sant’Antimo che viene portato in processione in occasione della festa del Patrono dell’11 maggio.

LA CHIESA PARROCCHIALE DI S.MARIA CONSOLATRICE

Conosciuta anche come S. Maria della Cintura, la chiesa fu consacrata e dedicata nel 1488 a Santa Maria Consolatrice, San Lorenzo, e San Biagio. La facciata, di gusto baroccheggiante, risale ai restauri ottocenteschi, rilevante fu quello del 1853,  mentre la copertura a capriate era originariamente nascosta da un soffitto di legno. La chiesa presenta un unica navata e due cappelle laterali con presbiterio coperto da una volta a crociera su colonne di granito grigio. La pianta rettangolare, che caratterizzava la chiesa, fu ampliata nel 1600 circa, per volere dell’Abate e fu realizzato l’affresco posto sopra l’altare maggiore. La cornice che circonda l’affresco fu realizzata sicuramente durante i lavori commissionati dall’Abate di San Paolo nel 1824. Gli altari laterali, dedicati in origine alla Madonna Immacolata e al Sacro Cuore, vennero consacrati 1918-19 dall’allora abate A. I. Schuster, poi arcivescovo di Milano. Un frammento di affresco

quello alla torre minore riferibile al periodo dei Savelli -  la  nuova fase di vita del castello è dovuta all'acquisto, nel 1456, da parte dei monaci dell'abbazia di San Paolo che decisero di adeguare  le strutture di  difesa alle nuove tecniche belliche, e dotarono il castello di feritoie, di coperture per il cammino di ronda, di raccordi più funzionali tra le varie ali. I monaci provvidero inoltre ad un ampliamento realizzato tramite un rivellino circolare, posto davanti al Mastio, con tre grandi merli sovrastanti il portale.

Nonostante il castello, ceduto a privati, non sia attualmente visitabile, dal ponte che conduce all’entrata principale del maniero è possibile godere di una vista mozzafiato sull’ansa del Tevere.


Cosa Vedere

​​​Contemporaneamente all’istituzione della Riserva Naturale Tevere Farfa nel 1979 nasce l’idea del Museo del Fiume. Bisogna aspettare però il 2000 per assistere all’inaugurazione di questo spazio situato nel centro storico di Nazzano alla base della Rocca dei Savelli.

L’edificio che ospita questo spazio espositivo era anticamente una pertinenza del castello e al suo interno si trovavano le scuderie ed i magazzini.

LA RISERVA NATURALE "TEVERE FARFA"

Tra il XII e XIII secolo divenne parrocchia e furono introdotte tre navate precedute da un portico a 4 colonne. I lavori di  rifacimento furono affidati a maestranze romane che  aggiunsero  caratteristici  elementi  di architettura romanica come il coronamento a denti di sega, le finestre a strombo, i mosaici cosmateschi. Nell'abside si conservano affrsechi attribuiti alla cerchia di Antoniazzo Romano: "L'incoronazione della Vergine" e la Madonna col Bambino tra due Angeli e S. Pietro, S. Paolo, S. Andrea e S. Antimo (XV secolo). Poco rimane delle pitture ad affresco più antiche in cui è stata riconosciuta la figura di S. Antimo e vicende del suo martirio.

Nel periodo rinascimentale i lavori di ampliamento ne determinarono una planimetria a forma di croce greca, però i restauri che seguirono i gravi danneggiamenti causati dal terremoto del 1918 riportarono la basilica all’originaria struttura.

IL BORGO MEDIEVALE E IL CASTELLO

delle acque fluviali,  dando  luogo  alla  formazione  del "lago" di Nazzano. Questo ecosistema,   ha   acquisito    con    il    tempo   una rilevante importanza naturalistica ricreando ambienti ormai scomparsi nella valle del Tevere. Per questo motivo, nel 1977 l'area veniva inserita nell'elenco delle "zone umide" tutelate dalle "Convenzione internazionale di Ramsar" ed è divenuta la prima riserva naturale regionale ad essere istituita in Italia. La zona, importante per la sosta degli uccelli migratori, è frequentata da molti birdwatcher che lungo il sentiero possono osservare la natura. Percorrendo questi sentieri sono diversi i cartelli informativi in cui vengono spiegate le diverse caratteristiche di flora e fauna locale. Con la luna piena la riserva è bellissima anche di notte. Tassi, istrici, barbagianni, cinghiali e pipistrelli ti fanno compagnia. È possibile prenotare visite guidate storico-naturalistiche all’interno della Riserva  Naturale Tevere Farfa che consentono di apprezzare a pieno questo tratto incontaminato del Tevere. All'interno del Parco il Centro Visite, il Ristoro, la Foresteria, sono ospitati in tre antichi casali ristrutturati e sono i punti di accoglienza per i visitatori, le scolaresche e i ricercatori che qui intendano sostare o soggiornare. In particolare il Casale Bussolini, ospita dal 1994 il Centro di Documentazione Ambientale con una mostra permanente sulla storia e le tradizioni culturali del territorio che attraverso oggetti raccolti in paese, pannelli e simulazioni didattiche al computer, documenta il lavoro agricolo nei principali cicli di coltivazione, quello artigiano, i mestieri sul fiume, la storia del territorio e alcuni momenti festivi legati alle confraternite.

La Riserva Naturale "Tevere-Farfa", (www.teverefarfa.it) si estende su un’area di 700 ettari posta alla confluenza del torrente Farfa nel Tevere fra Nazzano e Torrita Tiberina , ed è inserita in un contesto dalle rilevanti potenzialità ambientali e turistiche quale quello della Media Valle del Tevere. È sorta per tutelare la zona umida formatasi in seguito alla costruzione, avvenuta negli anni '53-'55, di uno sbarramento idroelettrico ENEL sul Tevere. La realizzazione della  diga  provocò  un  notevole   rallentamento

IL CONVENTO E LA CHIESA DI S.FRANCESCO

LA CHIESA DI S.ANTIMO

A poca distanza dal bivio fra la via Tiberina e la Civitellese, una deviazione sulla destra conduce al Convento di S. Francesco. La chiesa, che presenta una facciata alta e semplice, animata da due ordini di lesene è preceduta da una scalinata.  Convento e chiesa si trovano all’interno di un bosco secolare di lecci e querce. Il primo insediamento francescano fu opera di S. Antonio da Padova nel 1299. Eretto su terreno ceduto dai padri Benedettini, il convento fu distrutto da un terremoto e ricostruito in muratura. Nel 1655 la struttura fu destinata a novizio e subì continue modifiche fino al 1843 con la costruzione degli speroni di sostegno. La chiesa subì analoga sorte e solo nel 1752 iniziarono i lavori che, terminati nel 1759, diedero vita all’attuale struttura. All’interno della chiesa meritano attenzione un altare in marmo realizzato da Frate Antonio da Roma, confessionali e coro lignei di pregevole fattura, dipinti e affreschi attribuiti a Giovanni e Sebastiano Conca. Il convento, abbandonato alla fine del IX secolo, è ora di proprietà privata; la chiesa appartiene al Fondo Edifici di Culto.

IL MUSEO DEL FIUME

Associazione ProLoco Nazzano

Sorge su un’altura a cui si accede percorrendo una via a gradoni.

Numerose iscrizioni latine ritrovate nella collina di S.Antimo avvalorano l’idea che la chiesa sia stata edificata sui resti di un tempio romano a pianta circolare e che, da questa costruzione, siano stati recuperati parte del materiale marmoreo delle colonne delle navate, della “schola cantorum” e dell’ambone.

La chiesa, già citata in documenti del X secolo, fu eretta con pianta a croce latina nel tardo medioevo.

Il vecchio borgo medievale perfettamente conservato rappresenta il centro storico di Nazzano. Caratterizzata da un andamento a spirale un’unica strada conduce al castello duecentesco consentendo di scorgere gli angoli più caratteristici del paese, dove lo scorrere del tempo sembra non avere intaccato l’atmosfera medievale.

Il borgo medievale è infatti arroccato intorno al suo Castello risalente al XIII secolo. La costruzione più antica è costituita da una pianta quadrangolare al cui centro è posto un piccolo cortile con un pozzo. La struttura è caratterizzata da due torri poste su due angoli opposti: il Mastio (la torre maggiore) a protezione della Rocca dei Savelli, e la seconda torre con funzioni di controllo sulla sottostante valle del Tevere.

Restauri  a  parte  –  tra  cui  bisogna  segnalare  in particolare